II
DIO CHE PARLA ALL'UOMO
Ascolta
il mio grido!
Possa
tu ascoltare, come se uscisse
dal tabernacolo, il grido che ho lanciato dall'alto della croce: "Ho
sete".
Se
ho voluto abitare per sempre tra gli uomini, l'ho fatto per spegnere
questa sete che non mi lascia più.
È
il grido del mio cuore aperto, che ha versato le sue ultime gocce di
sangue e che aspira a diffondere sempre più i loro benefici
redentori su tutta l'umanità.
Ho
sete di anime, una sete insaziabile di tutte le anime e di ciascuna
in particolare,
Ho
sete di loro, non per mia soddisfazione, ma perché voglio renderle
felici ed esse non possono trovare la felicità se non attaccandosi a
me.
Non
soffocare il mio grido, non dimenticare il mio richiamo vibrante e
incessantemente ripetuto; vieni a estinguere la mia sete!
Che
la mia sete non incontri mai in te il rifiuto o il proposito di
sfuggire, ma che essa faccia zampillare la tua generosità come una
fonte che possa calmarla!
E
che la mia presenza eucaristica, ricordandoti la mia sete, ti inviti
a condurre verso di me altre anime affinché esse pure si abbandonino
al mio amore!
Oh!
Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi
da bere", tu stessa gliene chiederesti ed Egli ti darebbe acqua
viva.
Venite
a me, voi tutti!
