Chiesi
a Dio di essere forte per eseguire progetti grandiosi: Egli mi rese
debole per conservarmi nell' umiltà.
Domandai
a Dio che mi desse la salute per realizzare grandi imprese: egli mi
ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli
domandai la ricchezza per possedere tutto: mi ha fatto povero per non
essere egoista.
Gli
domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me: egli
mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Domandai
a Dio tutto per godere la vita: mi ha lasciato la vita perché
potessi apprezzare tutto.
Signore,
non ho ricevuto niente di quello che chiedevo, ma mi hai dato tutto
quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volontà.
Le
preghiere che non feci furono esaudite.
Sii
lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini nessuno possiede quello
che ho io!
(Kirk
Kilgour) (1)
È
necessario soffermarci su un'altra verità, non meno importante: la
vita cristiana è una lotta, una guerra senza tregua. San Paolo ci
invita, nella lettera degli Efesini, a rivestire l'armatura di Dio
per lottare “non contro creature fatte di
sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i
dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male
che abitano nelle regioni celesti ” (2).
Egli descrive dettagliatamente tutti i pezzi di quella armatura che
dobbiamo indossare. Ogni cristiano dev'essere ben convinto che la sua
vita spirituale non può in alcun caso ridursi a uno scorrere
tranquillo di giorni senza storia, ma deve essere il luogo di una
lotta costante (contro il male, le tentazioni, lo scoraggiamento), a
volte dolorosa, che terminerà solo alla morte.
