«Nell’epoca
moderna si è pensato che la luce della fede potesse bastare per le
società antiche, ma non servisse per i nuovi tempi, per l’uomo
diventato adulto, fiero della sua ragione, desideroso di esplorare in
modo nuovo il futuro. In questo senso, la fede appariva come una luce
illusoria, che impediva all’uomo di coltivare l’audacia del
sapere… La fede è stata intesa come un salto nel vuoto che
compiamo per mancanza di luce, spinti da un sentimento cieco ; o come
una luce soggettiva, capace forse di riscaldare il cuore, di portare
una consolazione privata, ma che non può proporsi agli altri come
luce oggettiva e comune per rischiarare il cammino » (Papa
Francesco, enciclica Lumen fidei, 29 giugno 2013,
2-3).
Tuttavia, recenti miracoli eucaristici, sottoposti alle analisi della tecnica moderna, portano una luce che conferma i dati della fede e ricordano alla scienza che essa non può rendere ragione di tutta la realtà. Questi miracoli forniscono una prova della presenza reale oggettiva del Corpo e del Sangue del Signore nel Santissimo Sacramento.
Tuttavia, recenti miracoli eucaristici, sottoposti alle analisi della tecnica moderna, portano una luce che conferma i dati della fede e ricordano alla scienza che essa non può rendere ragione di tutta la realtà. Questi miracoli forniscono una prova della presenza reale oggettiva del Corpo e del Sangue del Signore nel Santissimo Sacramento.
Una
sostanza sanguinante
